Tra storia e leggenda:

La strega di Benevento


 
 

Faustina Orsi (1613 - 1638)

Era una giovane donna di Benevento (Italia) che fu accusata di aver stregato dei bambini,
uccidendoli con le sue pozioni magiche. Scoperta ed arrestata fu condotta davanti ai giudici della Santa Inquisizione.
Pur essendo innocente, ella confesso’ la sua devozione a Satana sotto le atroci torture a cui fu sottoposta. Al processo fu riconosciuta colpevole di stregoneria ed impiccata il 10 giugno del 1638.
Questa e’ la storia, ma adesso voglio raccontarvi la leggenda: Si narra che quel giorno la strega si era addormentata nei pressi di un ruscello e quando si sveglio’ ando’ a lavarsi la faccia, e poi cosa piuttosto insolita, si mise a giocare coi piedi nell’acqua come se fosse attratta da un non so’ quale desiderio.
Quando ebbe finito di farsi il bagno si incammino’ per il sentiero boscoso. Lungo il cammino
incontro’ due ragazze intende a preparare una strana mistura, dentro un grosso calderone:


-Ti aspettavamo!
-Cosa state preparando?
-Una mistura per il nostro signore, fatta con sangue di neonato, unghie di pipistrello, coda di  lucertola, zampe di rospo e occhio di ratto.
-Come si chiama il vostro signore?
-Lucifero!
-Mi piacerebbe vederlo.
-Bene! Se vuoi conoscerlo unisciti a noi.

-Cosa devo fare?
-Devi spalmarti questo unguento sulla faccia e recitare il nostro incantesimo.

La ragazza, un po’ per curiosita’, un po’ per ingenuita’, acconsenti’ di unirsi a loro e il
terzetto inizio’ a danzare e a cantare intorno al calderone:

"Unguento mio unguento,
Sopra acqua e sopra vento,
Portaci alla Noce di Benevento"

Un contadino di passaggio, incuriosito dalle voci delle donne, si appollaio’ dietro un cespuglio e si mise a scrutare tutta la scena:

-Cosa stanno facendo quelle donne? Mi sembra un rito di magia nera!  Devo andare subito ad avvertire il giudice!

Nel villaggio era da un po’ di tempo che c’erano delle strane sparizioni di bambini, e la gente
pensava che era opera del demonio.

Finita la danza, le tre ragazze raccolsero la mistura dentro una coppa e s’incamminarono nel
bosco finche’ giunsero sotto la "Noce di Benevento" (una lapide raffigurante un teschio
demoniaco). Inginocchiate davanti alla  lapide, le tre donne offrirono la pozione a satana in
segno della loro devozione e gratitudine:

Satana nostro signore e padrone
Noi ti porgiamo questa pozione
In segno della nostra devozione
Siamo le tue schiave
Siamo le tue puttane
Siamo  lo strumento del tuo piacere
Chiedi ordina comanda
Noi faremo tutto cio’ che vorrai
La nostra anima ti appartiene

Nel frattempo, il contadino era arrivato davanti al giudice della santa inquisizione e gli
riferi’ quello che aveva visto:

-Signore, ho visto tre ragazze nel bosco che facevano un rito magico.
-Spiegati meglio.
-Danzavano davanti a un grosso calderone, dopo essersi cosparse il viso con una strana mistura di  colore rosso.
-Devono essere sicuramente delle streghe!
-Signore, forse quelle donne hanno a che fare con la scomparsa di quei bambini.
-Lo penso anch’io. Dobbiamo catturarle! Guardia vai con il contadino e fatti condurre nel bosco, trovate quelle donne e conducetele  davanti a me.
-Si, signore!
-Adesso, andate!

Nel frattempo, finito il rito magico, le tre ragazze esauste si erano addormentate vicino alla
lapide.

Ad un tratto sopraggiunsero i due uomini che volevano coglierle di sorpresa:

-Eccole sono li’! Le ho viste!
-Raggiungiamole prima che si accorgano di noi!

Ma il rumore di un ramo spezzato le fece svegliare di soprassalto:

-Presto dobbiamo scappare, ci hanno scoperto!
-Fermatevi siete in arresto!
-Corriamo, prima che ci raggiungano!
-Tu insegui quelle due, che io mi occupo di quella con i capelli biondi!
-Va bene!

L’inseguimento fu serrato, ma nonostante tutto due ragazze riuscirono a sottrarsi alla cattura
e a far perdere le loro tracce nella boscaglia, solo lei fu catturata:


-Almeno una l’abbiamo presa!
-Gia’, il giudice sara’ contento!
-Lasciatemi, cosa volete da me!
-Abbiamo l’ordine di arrestarti.
-Lasciatemi!
-Stai zitta! Adesso ti portiamo dal giudice.

 

La ragazza fu incatenata e trascinata lungo il sentiero dai due uomini.
Quello stesso giorno fu portata davanti al giudice, per rispondere alle sue domande:

-Quale e’ il tuo nome, ragazza?
-Mi chiamo Faustina Orsi.
-Che ci facevi nel bosco?
-Ero intenta a raccogliere dei funghi insieme con le mie amiche.
-Stai mentendo, il bifolco ti ha visto fare una danza macabra intorno ad un calderone.
-No,.....no! Io non sono una strega!
-Quale mistura stavate preparando?
-Nulla signore, stavamo semplicemente lavando le nostre vesti.
-Continui a mentire ragazza! Confessa che sei una strega, o sara’ peggio per te!
-Mi creda signore, noi non stavamo facendo nulla di male.
-Ti avverto che sto’ perdendendo la pazienza! Ti conviene che confessi se non vorrai patire atroci sofferenze!
-Non ho nulla da confessare!
-Dimmi, siete state voi ad uccidere quei bambini per fare un dono a Satana?
-Di quali bambini parlate, signore?
-Quei bambini scomparsi misteriosamente alcuni giorni orsono. A non lo sai? E’ strano, perche’ tutta Benevento ne’ parla.
-Io non centro nulla con la scomparsa di quei bambini.
-Ti ostini a non confessare?  Va bene, allora per te, ho in serbo una bella sorpresa. Guardia!
-Signore!
-Portate questa puttana nella sala delle torture, e mettetela sul cavaletto.
-Sara’ fatto!
-No,.....no! Vi prego abbiate pieta di me.
-Cammina puttana, adesso ci divertiremo.

Nella sala delle torture la ragazza fu legata sul cavalletto e brutalmente fustigata:

-Ahhhhh.....! Basta vi scongiuro, non ne’ posso piu’!
-Se non confessi, continueremo la tortura. Confessa che sei una strega, o sara’ peggio per te!
-No,.....no! Non sono una strega!
-Continuate a frustare, finche’ non parla!
-Ahhhhh............!

Dopo ore di atroce sofferenza la ragazza fu costretta a cedere:

-

-Si! Confesso, sono una strega, ma adesso lasciatemi, vi prego non ne’ posso piu’!
-E’ sia, ma adesso che hai confessato, la giustizia secolare deve fare il suo corso!
 Portate questa puttana nella cella, domani emettero’ la sentenza.
 

Il giorno dopo la ragazza fu di nuovo condotta davanti al giudice:

-Faustina Orsi, hai confessato davanti a dei testimoni di essere una strega e di aver sacrificato
al demonio tredici bambini, pertanto io ti condanno ad essere appesa per il collo finche’ la tua
anima malvagia non si sara’ separata dal corpo e sprofondata nelle viscere dell’inferno.
Ordino altresi’, che il tuo corpo venga bruciato affinche’ di te non possa rimanere piu’ nulla.

La mattina seguente, come era usanza a quell’epoca, la ragazza fu portata sotto un’albero per
essere impiccata:

-Strega, vedrai adesso come sarai bella quando penzolerai con la corda intorno al collo.
-Vi scongiuro abbiate pieta’ di me!

Dopo che fu fatta salire su un ceppo, il boia le mise il cappio intorno al collo:
 
 


-Ecco strega! Ti piace la tua nuova collana?

Poi diede un calcio al ceppo:


-Raccomanda la tua anima al demonio!

Cosi’ ebbe inizio la sua ultima danza:


-Ahhhhhhh..............!

Le cronache dell’epoca riferirono che la donna appena rimase impiccata, inizio’ a scalciare
violentemente i piedi, poco dopo il suo volto assunse un colorito violaceo (segno evidente dello strangolamento in atto) e dopo alcuni minuti d’agonia, ella mori’.

Dopo l’esecuzione, il corpo fu dato alle fiamme e le sue ceneri furono disperse nel vento.
Ancora oggi, una credenza popolare, narra che in quel bosco ogni volta che soffia un forte vento, si puo’ udire il canto della strega.


La storia e’ completamente inventata, fatti e personaggi sono pura fantasia.
Autore della storia e delle fotografie: Antonio Di Gennaro
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